Problema serio il glaucoma……

 

……. è infatti la prima causa mondiale di cecità irreversibile eppure è ancora una malattia poco conosciuta. Si ritiene che sia inevitabile e appannaggio della popolazione anziana, che sia dovuto alla pressione oculare alta e che non si possa prevenire. Non è così. Anzi, numerosi studi hanno chiarito i meccanismi alla base di questa patologia sottovalutata, tanto che circa 500mila italiani non sanno di averla.Il glaucoma si può prevenire o quanto meno è possibile rallentarne la progressione verso le forme gravi e la cecità, basta diagnosticarla in tempo, infatti un controllo a 40 anni e screening regolari ogni due anni permettono di individuarne i primi segni e adottare terapie che possano tenerla sotto controllo. Quando la visione periferica diminuisce il danno è irreversibile.

Per quello che riguarda la pressione oculare va detto che esistono molti pazienti che sviluppano il glaucoma anche se hanno una pressione oculare perfettamente nella norma. Mentre per le cause è stato individuato un meccanismo molto interessante che permetterà di individuare nuove terapie mirate.

Le rughe che compaiono sul viso quando non riusciamo più a contrastare in modo efficace i radicali liberi non sono l’unica conseguenza dello stress ossidativo che lascia dei segni evidenti su tutti i nostri organi, incluso quello della vista. Anzi proprio gli occhi, per la loro fisiologica struttura e per il continuo contatto con l’ambiente esterno, sono particolarmente soggetti ai danni causati dai radicali liberi. Il danno ossidativo induce alla lunga uno stress dei mitocondri, organi che producono l’energia necessaria alle cellule ganglionari retiniche e che – messi sotto attacco dai radicali liberi – diventano meno efficienti. Ecco perché stress ossidativo e disfunzione del mitocondrio giocano, un ruolo importante anche nello sviluppo del glaucoma.

Spiega il professor Luciano Quaranta, direttore del Centro per lo Studio del Glaucoma presso l’Università degli Studi di Brescia. “La cellula ganglionare è sensibile all’azione nociva dei radicali liberi dell’ossigeno (chiamati ROS), sostanze che si formano durante le normali attività corporee, come respirare, e che solitamente il corpo stesso neutralizza grazie alla presenza degli antiossidanti. Quando, però, i radicali liberi aumentano in presenza ad esempio di una elevata pressione oculare elevata, le difese antiossidanti non sono sufficienti e si viene a creare una condizione di stress ossidativo in cui i radicali liberi hanno la possibilità di danneggiare varie tipi di cellule presenti all’interno dell’occhio”.

Anche l’età, che è di per sé un fattore di rischio importante nella prevalenza del glaucoma, sembra avere un ruolo chiave nella disfunzione mitocondriale. “Con gli anni si assiste ad un progressivo declino della produzione di energia e del numero di mitocondri. Vari studi hanno dimostrato che la disfunzione mitocondriale associata all’età rende le cellule ganglionari retiniche più suscettibili al danno glaucomatoso, riducendo l’energia disponibile per i processi di riparazione e le predispone all’apoptosi (morte cellulare programmata)” spiega Quaranta.

 

 

 

Verso nuovi approcci terapeutici

Dato il crescente coinvolgimento della disfunzione mitocondriale nel glaucoma, le ultime ricerche suggeriscono di trattare questa patologia anche utilizzando dei principi attivi antiossidanti: “Trattamenti farmacologici in grado di mantenere la funzione mitocondriale, in particolare di attenuare lo stress ossidativo e di sostenere la produzione energetica – spiega il professor Quaranta – possono costituire un nuovo modo di rallentare la morte delle cellule ganglionari della retina e supportare la terapia del glaucoma. Tra le molecole in grado di svolgere questa funzione protettiva c’è il Coenzima Q10, noto anche come ubiquinone, una molecola ad attività bioenergetica e potente antiossidante”. Uno studio preliminare ha dimostrato che questa sostanza rende più̀ resistenti le cellule della retina e migliora la conduzione nervosa del nervo ottico[1]

 

E per confermare l’importanza di questo nuovo approccio terapeutico, è stato avviato il primo studio italiano indipendente sulla neuroprotezione nel glaucoma condotto dall’Istituto Mario Negri di Milano. Lo studio, che durerà tre anni, coinvolge circa 600 pazienti e 17 centri per il trattamento del glaucoma presenti in tutta Italia.

[1] Journal of Glaucoma. 2014 Aug;23(6):391-404

 

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