Morto di anoressia a 20 anni. L’ADI, si unisce all’appello dei genitori di Lorenzo Seminatore

“Necessario uniformare le strutture per il trattamento di patologie così complesse, affinché il trattamento sia appropriato ed equo su tutto il territorio nazionale a tutela dei malati e delle loro famiglie”

 

“In Italia non vi è omogeneità tra le strutture specializzate in percorsi di prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi del comportamento alimentare (DCA).  Per questo siamo vicini ai genitori di Lorenzo e ci uniamo al grido di allarme e denuncia lanciato contro la carenza di strutture pubbliche in Italia adeguate nel trattamento e nella cura dei (DCA) e soprattutto nella mancanza di una legge ad hoc che tuteli i giovani pazienti da scelte avventate e compromesse da una condizione psicofisica provata”.

Così l’ADI, Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, esprime la sua vicinanza ai genitori di Lorenzo Seminatore, il ventenne di Torino morto per anoressia lo scorso 3 febbraio, e si unisce al loro appello e alla loro battaglia di scuotere la coscienza delle Istituzioni affinché in tutta Italia vi siano strutture pubbliche accreditate in grado di accogliere e curare ragazzi come Lorenzo.

“I disturbi del comportamento alimentare sono malattie complesse e insidiose della sfera psichica con gravi ripercussioni sullo stato nutrizionale. L’anoressia è caratterizzate dall’ossessione dell’immagine corporea, del peso e del cibo – precisa Carmela Bagnato, segretario nazionale ADI – Proprio perché legate alla sfera psichica, uno degli aspetti più preoccupanti dei disturbi è legato alla individuazione precoce di queste patologie che necessitano di cure complesse e di un lavoro multidisciplinare; circa il 60-70% delle persone con disturbi del comportamento alimentare, infatti, ottiene il più delle volte risposte terapeutiche aspecifiche e non efficaci. Per questo è necessario che su tutto il territorio nazionale vengano istituiti, presso le aziende sanitarie,  Centri per la prevenzione, la diagnosi e la cura dei  disturbi del comportamento alimentare all’interno dei quali le strutture di Dietetica e Nutrizione clinica rivestono  un ruolo determinante  nel  trattamento integrato  multidisciplinare e nella risoluzione della patologia legata all’alimentazione.”

“In Italia sono circa 3 milioni i giovani che soffrono di (DCA), di cui il 95,9% sono donne e il 4,1% uomini, un dato che deve far riflettere e farci agire affinché venga trovata una soluzione  per far si che questi ragazzi siano accompagnati nelle decisioni e nei percorsi di cura – conclude Carmela Bagnato –  Bisogna intervenire a livello normativo affinché il trattamento sia appropriato ed equo su tutto il territorio nazionale a tutela dei malati e delle loro famiglie ”.

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