Analisi scontrino della farmacia 2020-2021 IQVIA: cosa è cambiato nel periodo Covid-19

IQVIA – il provider globale di dati in ambito sanitario, farmaceutico,
tecnologie innovative, consulenza e servizi di ricerca clinica – ha voluto analizzare quanto siano
cambiate le abitudini di acquisto degli italiani in farmacia durante la pandemia. Andrea Gigli,
Responsabile del Team Integrated Analytics di IQVIA Italia: “IQVIA collabora con oltre 12,000
farmacie in Italia e accede ogni mese a circa 50 milioni di transazioni anonimizzate. Applicando la
scienza dei dati alle informazioni, quali il prezzo e la quantità dei prodotti venduti o la data e luogo
di emissione degli scontrini, non solo è possibile fotografare il mercato e definire i comportamenti
di acquisto più frequenti, ma anche intercettare nuove tendenze e cogliere tempestivamente i
nuovi bisogni dei clienti”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da questa analisi, per esempio, si riscontra un brusco calo del numero medio di scontrini
emessi rispetto al 2019. A marzo 2020, all’inizio della pandemia, sono stati emessi l’8% di scontrini
in meno rispetto allo stesso mese del 2019, mentre, sia ad aprile che a maggio, la contrazione è
stata addirittura del 20%. Per tutto l’anno 2020, l’affluenza media dei consumatori in farmacia
(parametrato sul numero di scontrini) è sempre stata minore rispetto all’anno prima (in media -9%).
Questo trend è ancora più evidente nel 2021, infatti sia a gennaio che a febbraio si è registrato un
calo del 22% rispetto agli stessi mesi del 2020, quando la pandemia non era ancora pienamente
esplosa.
Se invece si esamina il valore medio di ogni scontrino, la situazione è completamente diversa.
Infatti, in questo caso i numeri sono in deciso aumento, come per indicare un fenomeno di
accaparramento da parte dei clienti e la scarsa voglia di entrare troppo spesso in un negozio fisico.
Di fatto, l’aumento del valore medio dello scontrino durante i mesi del primo lockdown nel 2020 è
stato notevole: +16% a marzo, +21% ad aprile e +12% a maggio, mentre nei mesi seguenti
l’aumento si è assestato intorno al +8%. Questa tendenza a effettuare acquisti più consistenti nel
2020 ha parzialmente compensato la minore frequenza d’acquisto. Anche a gennaio e febbraio
2021, l’aumento del valore medio dello scontrino, rispetto allo stesso periodo del 2020, è stato
notevole, +9% e +6% rispettivamente
Nel periodo preso in esame, il paniere d’acquisto degli italiani è stato caratterizzato dalla varietà
dei prodotti. Infatti, c’è stato un aumento degli scontrini che contengono tre o più categorie di
prodotto (+16%). Queste categorie sono rappresentate dai farmaci da prescrizione (ricetta rossa),
le medicine di autocura, i parafarmaci, i prodotti per la cura personale come creme e cosmetici e i
nutrizionali. Soltanto il comparto del parafarmaco, che contiene prodotti come le mascherine, gli
ossimetri e i termometri, ha registrato un aumento del prodotto singolo (+5%) e questo comparto
ha trainato anche il multi-categoria, con un aumento nel numero di transazioni combinate del 10%.
Chiaramente le vendite serali e notturne sono crollate soprattutto durante la prima fase della
pandemia. Infatti, nel periodo marzo-maggio 2020, le transazioni effettuate in farmacia dalle ore 21
alle ore 5 sono calate del 62% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 36% nella
fascia oraria dalle 18 alle 20.

Sempre secondo IQVIA, le restrizioni dovute alla pandemia hanno portato gli italiani a riscoprire il
consumo di prossimità, rinunciando alla spesa presso i grandi negozi dei centri commerciali per
rivolgersi ai negozi di quartiere. Questa tendenza ha interessato anche gli acquisti in farmacia. Per
tutto il 2020, le farmacie più grandi hanno risentito maggiormente della riduzione di affluenza, con
riduzioni nel numero di transazioni fino al 20%. Questo fenomeno è ancor più evidente se si
considerano le farmacie nei centri commerciali, stazioni e aeroporti dove la contrazione ha
raggiunto il 35%.
Al contrario, le farmacie più piccole, di quartiere, hanno mantenuto afflussi più vicini agli standard
pre-Covid, registrando addirittura più transazioni nei mesi di marzo, settembre, ottobre e novembre
2020 rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente.
A gennaio e febbraio 2021, invece, il crollo dell'affluenza non ha risparmiato nemmeno le farmacie
più piccole (che hanno registrato il 17% di scontrini in meno rispetto al primo bimestre 2020).
Su questa tendenza ha inciso non solo la ridotta circolazione delle persone, ma anche l’anomala
stagione invernale, durante il quale l’influenza e i malanni stagionali sono stati quasi inesistenti.
Tra i grandi capoluoghi italiani, Milano ha subito le conseguenze più forti del calo della
circolazione, con un forte impatto sull’affluenza nelle farmacie della città: -15% nel 2020 rispetto al
2019. Le farmacie di Roma e Napoli, invece, hanno registrato un'affluenza minore del 10% rispetto
al 2019. Anche l'impatto sull’accesso in farmacia a gennaio e febbraio 2021 è più forte a Milano,
dove le farmacie hanno ridotto gli scontrini emessi del 27%, mentre a Napoli e a Roma la riduzione
di affluenza è stata rispettivamente del -19% e -17%.
Il diffondersi dell’emergenza legata al Covid-19 ha avuto anche un forte impatto sugli acquisti di
prodotti da farmacia online. Infatti, molti consumatori hanno preferito fare gli acquisti sul web.
Secondo i dati di IQVIA, in Italia c’è un trend di crescita delle vendite online a doppia cifra. Infatti,
mentre nel 2019 il valore dell’e-commerce farmacia in Italia è stato di circa 234 milioni di euro, nel
2020 c’è stata un’accelerazione del 66% arrivando a fatturare 389 milioni. In realtà, comunque, i
numeri delle vendite online di prodotti da farmacia in Italia, anche se crescono a doppia cifra, sono
ancora piccoli. Si tratta infatti di una quota esigua rispetto al totale mercato, ma l’e-commerce
rappresenta una prospettiva positiva per il futuro.

 

 

Nella foto Andrea Gigli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *