COENZIMA Q10, ACIDI GRASSI OMEGA-3 E CIOCCOLATO……….

………….POSSONO SVOLGERE UN RUOLO PRIMARIO NELLA PROTEZIONE DELLA VISTA

 Anche gli occhi invecchiano e non solo perché compaiono le ‘zampe di gallina’. Lo stress ossidativo, responsabile della produzione di radicali liberi, lascia dei segni evidenti su tutti i nostri organi, incluso quello della vista. Il danno ossidativo induce alla lunga uno stress dei mitocondri, organi che producono l’energia necessaria alle cellule ganglionari retiniche e che – messi sotto attacco dai radicali liberi – diventano meno efficienti.

 

“Lo stress ossidativo – spiega Gianluca Scuderi, responsabile dell’Unità operativa di oculistica dell’Ospedale Sant’Andrea, intervistato da OSVI ” è alla base di tutti i meccanismi dell’invecchiamento: cutaneo, cerebrale e anche quello di  retina e nervo ottico. E’ inoltre alla base di alcuni meccanismi degenerativi come la cataratta, il glaucoma e la maculopatia”.

 

Un danno che è possibile contrastare attraverso i nutraceutici, sostanze alimentari che si trovano in natura che, concentrati in capsule o pillole forniscono i benefici in maniera esponenziale. “Si possono assumere attraverso l’alimentazione ma spesso l’assorbimento intestinale è basso o non sufficiente ad attraversare le fisiologiche barriere per poter arrivare all’organo bersaglio (cervello, occhio, etc) – chiarisce il professor Scuderi. I nutraceutici, invece, aiutano a fornire una sostanza più concentrata o più biodisponibile, cioè più facilmente assorbibile dall’organismo, come una specie di ‘taxi’ che serve a portare la sostanza proprio dove serve”.

 

“In oculistica – conferma Scuderi – gli alimenti nutraceutici trovano oggi un impiego sempre più diffuso come coadiuvanti di diverse patologie oculari. Coenzima Q10, vitamina C ed E, ginkgo biloba, betacarotene, omega 3, zinco e rame sono solo alcune sostanze che possono contribuire a contrastare queste patologie”.

 

Ginkgo Biloba e acidi grassi Omega-3. Nell’ambito del Congresso, si parlerà anche dell’estratto di Ginkgo Biloba (nome scientifico Salisburia Adiantifolia) che contiene più di 60 composti bioattivi tra cui flavonoidi, terpenoidi, proantocianidine e molti altri ancora. Molto studiati, poi, sono acidi grassi Omega-3, come l’acido docosaesaenoico (DHA) e l’acido eicosapentaenoico (EPA). “Studi condotti su animali – spiega il professor Scuderi – hanno dimostrato che una dieta ricca in acidi grassi omega-3 produce una riduzione della pressione intraoculare e un aumento del deflusso di umor acqueo, suggerendo che una corretta dieta alimentare potrebbe rappresentare un fattore importante nella prevenzione oftalmica”.

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