MELANOMA SPESSO: CRESCE LA SOPRAVVIVENZA A 5 ANNI NEI MASCHI IMI: MERITO DI TERAPIE MIRATE E IMMUNOTERAPIA FATTO MAI OSSERVATO PRIMA IN ITALIA

XXVII CONGRESSO NAZIONALE TORINO, 6-8 NOVEMBRE 2021

Dal 2013, in Italia, si è registrato un significativo miglioramento della sopravvivenza a 5 anni nei maschi con melanoma di spessore massimo (> 4.00 mm). Un successo, osservato per la prima volta in assoluto in Italia e in Europa a livello di popolazione generale, legato all’uso comune di nuovi farmaci per la terapia mirata e per l’immunoterapia nei pazienti con melanoma avanzato e inoperabile.

È questo in estrema sintesi il risultato di uno studio congiunto dell’AIRTUM, l’Associazione dei Registri Tumori italiani, coordinato dal Registro Tumori della Romagna e sostenuto da finanziamenti dell’IMI – Intergruppo Melanoma Italiano e del Ministero della Salute, presentato in anteprima al XXVII Congresso Nazionale IMI – Intergruppo Melanoma Italiano, in corso dal 6 all’8 novembre a TorinoLa ricerca ha vinto  il prestigioso Elvo Tempia Special Prize 2021,  per i progressi di scienza e medicina nella conoscenza del cancro, attribuito dalla giuria del Premio Enrico Anglesio del Fondo Elena Moroni per l’oncologia e assegnato durante il convegno annuale dell’International Association of Cancer Register (IACR).

Si tratta – spiega Lauro Bucchi epidemiologo dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) IRCCS – della seconda parte del progetto di ricerca che, lo scorso anno, ha documentato un declino dell’incidenza di melanoma nelle persone nate in Italia dalla prima metà degli anni ’70 in poi.”

Il nuovo studio ha esplorato la sopravvivenza da melanoma in Italia tra il 2003 e il 2017. Una tendenza che si era rivelata già da tempo favorevole sia in Italia che in numerosi altri paesi grazie alla diagnosi precoce.

Lo spessore nel melanoma è, infatti, il fattore prognostico principale e i pazienti con melanomi sottili hanno una sopravvivenza migliore – la percentuale di coloro che sono vivi ad un certo numero di anni dalla diagnosi, per esempio 5 o 10, è più alta – e in grandissima parte guariscono.

Lo studio – afferma Emanuele Crocetti, consulente dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) IRCCS – ha confermato che, in entrambi i sessi, lo spessore mediano dei melanomi registrati nel periodo 2003-2017 ha continuato a diminuire e che, parallelamente, la sopravvivenza dei pazienti ha continuato a migliorare. Tuttavia, la sopravvivenza a 5 anni è aumentata in modo particolare per gli uomini: passando dall’87% tra il 2003 e il 2007, al 93% tra il 2013 e il 2017, raggiungendo per la prima volta in Italia, la sopravvivenza delle donne. Tutto ciò nonostante il fatto che gli uomini continuino ad avere melanomi più spessi.”

“In particolare – aggiunge Bucchi – il miglioramento della sopravvivenza è stato più forte per gli uomini con melanomi di spessore massimo, per i quali la sopravvivenza a 5 anni è passata dal 48%, nel periodo 2003-2007, al 61% tra il 2013 e il 2017. Un valore nettamente più alto di quello delle donne, ferme al 52%. Questo miglioramento non può avere nulla a che fare con la diagnosi precoce.”

Un modello statistico inserito nello studio ha confermato che il miglioramento è dipeso, per la maggior parte, da un fattore diverso dalla riduzione dello spessore e che per le donne la tendenza è stata simile, ma meno significativa.    

A partire dal 2013 – sottolinea Crocetti – sono stati approvati dall’Agenzia Italiana del Farmaco, e poi entrati nell’uso comune, nuovi farmaci per la terapia mirata e per l’immunoterapia dei pazienti con melanoma avanzato e inoperabile. Studi clinici controllati hanno dimostrato che queste nuove terapie sono efficaci e che lo sono particolarmente nei pazienti di sesso maschile. Le sfaccettate tendenze della sopravvivenza da melanoma in Italia sono l’evidente conseguenza di questo avanzamento terapeutico.”

Dati simili sono stati pubblicati solo negli Stati Uniti, dove sono stati interpretati allo stesso modo. Dimostrare che una novità terapeutica in ambito oncologico si trasferisce nel mondo reale e ha degli effetti misurabili sulla popolazione generale– dichiara Bucchi – è un evento infrequente, perché le terapie innovative sono spesso indicate per piccoli gruppi di pazienti e perché la popolazione generale comprende anche i pazienti che non sono trattati o non lo sono correttamente. Perciò, i risultati dello studio indicano che l’accesso ai nuovi farmaci è quantomeno apprezzabile e che gli standard di qualità clinica propri dell’ambiente della ricerca possono essere replicati anche nell’assistenza oncologica di routine.”

Risultati premiati con l’Elvo Tempia Special Prize 2021, offerto dalla Fondazione Tempia, e vinto dalla giovane ricercatrice italiana Federica Zamagni biostatistica dell’IRST Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori. “Il premio – dice – mi ha permesso di incontrare altri giovani ricercatori provenienti da tutto il mondo e penso che queste opportunità di respiro internazionale siano molto formative per chi si affaccia da poco al mondo della ricerca scientifica”.

Siamo orgogliosi – conclude il Presidente IMI Ignazio Stanganelli Direttore della Skin Cancer Unit IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori e professore associato dell’Università di Parma – di sostenere queste ricerche. Ancora una volta l’approccio multidisciplinare nella diagnosi e cura del melanoma si è rivelato vincente per combattere questo tumore della pelle molto aggressivo.”

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