Accademia di Medicina di Torino:“Il consenso informato. Novità sul piano del Diritto. Informare per aiutare a decidere”

di Piergiacomo Oderda

Martedì 29 marzo alle ore 21, l’Accademia di Medicina di Torino organizza una
riunione scientifica, sia in presenza, sia in modalità webinar, dal titolo “Il
consenso informato. Novità sul piano del Diritto. Informare per aiutare a
decidere”. L’incontro viene introdotto da Giancarlo Di Vella, Professore
Ordinario di Medicina Legale, Università di Torino. I relatori sono Vladimiro
Zagrebelsky, Direttore del Laboratorio dei Diritti Fondamentali di Torino, già
Giudice della Corte europea dei Diritti dell’Uomo, e Silvana Quadrino,
Psicologa, psicoterapeuta, docente di comunicazione nelle relazioni di cura


Zagrebelsky chiarisce in un contributo per la pagina You Tube dell’Accademia
di Medicina che novità vere e proprie non ce ne sono. La legge 219/2017
stabilisce che il rapporto e la relazione di cura e di fiducia tra medico e
paziente si basano sul “consenso informato” in cui si incontrano l’autonomia
decisionale del paziente e la competenza, l’autonomia professionale, la
responsabilità del medico. Si tratta di una frase ricca di valori che si riferisce
sia alla deontologia medica tradizionale che alle regole del diritto. Cita l’art. 32
Cost., a nessuno può essere imposto un trattamento medico se non lo accetta.
Quello che è nuovo è l’applicazione non solo perché la legge lo abbia definito
meglio. Sta cambiando la realtà medica, si vive molto più a lungo. Si è posto in
questi giorni in Parlamento il tema del fine vita medicalmente assistito dove la
semplice formula “consenso informato” non basta più. E’ necessario accertare
ben altro! Una novità assoluta è rappresentata da quando il medico si
interfaccia oltre che con il paziente anche con l’Intelligenza Artificiale, con la
gestione dei “Big data” che sfuggono alla responsabilità diretta del medico ma
sono fondamentali per la diagnostica per immagini, per la chirurgia (robot). Il
principio tradizionale si deve confrontare con difficoltà non marginali.



Silvana Quadrino, anch’essa nel suo contributo per la pagina You Tube
dell’Accademia, rileva l’esistenza di due piani differenti, da un lato la normativa
che dice cosa debba essere fatto, dall’altra come si mettano in atto le
indicazioni date. La legge complessa, migliorabile ci dice cose che vanno
trasformate in comportamento comunicativo. Parla di una relazione di cura, di
fiducia tra medico e paziente. Come si arriva a questa condivisione? Quale il
percorso del singolo medico? Cosa significa rispettare l’autonomia decisionale
del paziente e della famiglia? Il medico deve tener conto che il paziente ha
intorno a sé una famiglia, anche quando è ancora in grado di esprimersi. La
famiglia influisce su obiettivi e decisioni. Come ha imparato il medico? Come sa
condurre un colloquio che non sia solo proporre dei moduli da compilare? Cosa
fa il medico di fronte alle obiezioni del paziente? Sono temi che i medici
sentono come uno dei compiti più impegnativi, trattandosi di decisioni che
hanno a che fare con la vita, il futuro. Quando la prof.ssa Quadrino affronta
queste tematiche con i medici sente dire “Non abbiamo il tempo!”. Tuttavia, la
medesima legge sul consenso informato dice che il tempo della comunicazione
è tempo di cura. Cosa deve cambiare nell’organizzazione del lavoro perché il
medico ce l’abbia quel tempo e gli sia consentito di sviluppare competenze di
comunicazione e di riflessione su cosa dire di fronte al paziente irragionevole

ossia con volontà decisionale diversa da quella del medico? Sono questioni da
affrontare a fondo a partire da una legge che esiste per individuare come
metterla in atto.
Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di
Medicina di Torino (via Po 18, Torino), previa prenotazione da effettuare via
mail all’indirizzo accademia.medicina@unito.it e dietro presentazione del Green
Pass, sia collegandosi da remoto al sito www.accademiadimedicina.unito.it.

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